Angolo della poesia
L'angolo della poesia
- L'amore non è già fatto, si fa - Michel Quoist
- Ascoltatemi ancora... - Michel Quoist (dal testo "Parlami d' Amore")
- Una madre... - Tratto dal Talmud (Testo sacro dell'Ebraismo)
- Storia di un bambino adottato - Madre Teresa di Calcutta
L'amore non è già fatto, si fa
L'amore non e' gia' fatto. Si fa.
Non e' un vestito gia' confezionato,
ma stoffa da tagliare, cucire.
Non e' un appartamento 'chiavi in mano',
ma una casa da concepire, costruire,
conservare e spesso riparare.
Non e' vetta conquistata, ma partenza dalla valle,
scalate appassionanti,
cadute dolorose nel freddo della notte
o nel calore del sole che scoppia. Non e' solido ancoraggio nel porto della felicita'
ma e' un levar l'ancora, e' un viaggio in pieno Mare,
sotto la brezza o la tempesta.
Non e' un 'si' trionfale,
enorme punto fermo che si segna fra le musiche,
i sorrisi e gli applausi, ma e' una moltitudine di 'si'
che punteggiano la Vita,
fra una moltitudine di 'no'
che si cancellano strada facendo.
Non e' l'apparizione improvvisa di una nuova Vita,
perfetta fin dalla nascita,
ma sgorgare di sorgente
e lungo tragitto di fiume dai molteplici meandri,
qualche volta in secca, altre volte traboccante,
ma sempre in cammino verso il Mare infinito.
Michel Quoist
" Ascoltatemi ancora,
Si dice infatti che dalla bocca dei bambini viene la verità:
Se sono un bambino, sfuggito al carnaio notturno,
trattenuto da un filo d'amore lanciato da chissà dove.
Se sono un bambino caduto dal nido, abbandonato da madre e padre,
rapiti o mortalmente feriti alle sbarre della loro gabbia.
Se sono un bambino nudo, senza panni d'amore, o con panni imprestati,
ma col diritto di vivere, perchè sono vivo.
E se nello stesso istante persone innamorate piangono davanti ad una culla vuota,
consumandosi nel desiderio di accarezzare un bimbo,
Se sono ricchi d'amore che ritengono sprecato, e vogliono gratuitamente donarlo,
perchè cresca e fiorisca ciò che non hanno piantato,
Allora io voglio che vengano silenziosamente a chiedermi
se io desidero adottarli come miei genitori del cuore.
Ma non voglio dei fanatici del bambino, come collezionisti d'arte
che cercano febbrilmente il pezzo raro che manca alla loro vetrina.
Non voglio clienti che hanno fatto l'ordinazione e, pagata la fattura,
reclamano il loro bebè prefabbricato,
Perchè non sono fatto per salvare genitori dalle membra amputate,
ma loro sono stati fatti, misterioso percorso, magnifico progetto,
per salvare dei bambini dal cuore malato, forse anche condannato.
.....E sarà come addormentarci l'un l'altro........
Io berrò un latte di cui ignoravo il sapore,
Ascolterò musiche sconosciute, imparerò nuove canzoni
Sulle vostre dita, sulle vostre labbra genitori adottati,
decifrerò lentamente l'alfabeto della tenerezza.
E l'amore sconosciuto per me prenderà volto
alla luce dei vostri occhi.
Voi innesterete le vostre vite sulla mia crescita selvatica,
e grazie a voi io rinascerò una seconda volta
Così sarò ricco di quattro genitori,
due lo saranno della mia carne, e due del mio cuore e della mia carne cresciuta.
Voi non giudicherete i miei genitori sconosciuti,
li ringrazierete e mi aiuterete a rispettarli,
Perchè dovrò riuscire lo so, ad amarli nell'ombra,
se un giorno vorrò poterli amare nella luce.
E se in una sera di tempesta, adolescente focoso, impacciato di me stesso,
io vi rimprovererò duramente di avermi accolto,
Non vi addolorate, amatemi ancor di più:
lo sapete, perchè un innesto prenda, ci vuole una ferita, e, chiusa la ferita,
rimane la cicatrice......
.......
Ma io sogno.....
Io sogno, perchè non sono che un bambino in viaggio,
lontano dalla terra ferma,
la mia parola è muta e il mio canto senza musica,
Ciò che vi dico piano non potrò dirlo ad alta voce
Se non il giorno in cui, avendomi voi adottato,
Mi avrete messo in cuore tanto amore e autentica libertà,
Sulle mie labbra parole sufficienti,
Perchè possa dire: papà, mamma io vi scelgo e vi adotto
...... Allora saprete che il vostro amore è dono, e che è riuscito"
Michel Quoist (dal testo "Parlami d' Amore")
Una Madre ...
Una madre
è come una sorgente di montagna
che nutre l'albero alle sue radici,
ma una donna che diventa madre del bimbo partorito da un'altra donna
è come l'acqua che evapora fino a diventare nuvola e viaggia
per lunghe distanze per nutrire un albero solo nel deserto.
Tratto dal Talmud
Storia di un Bambino Adottato
C'erano due donne
che non si erano mai conosciute;
una non la ricordi,
l'altra la chiami mamma.
La prima ti ha dato la vita,
la seconda ti ha insegnato a viverla.
La prima ti ha creato
il bisogno d'amore,
la seconda era li per soddisfarlo.
Una ti ha dato la nazionalità
l'altra il nome.
Una il seme della crescita,
l'altra uno scopo.
Una ti ha creato emozioni,
l'altra ha colmato le tue paure.
Una ha visto il tuo primo sorriso,
l'altra ti ha asciugato le lacrime.
Una ti ha lasciato,
era tutto quello che poteva fare.
L'altra pregava per un bambino
e il Signore l'ha condotta a te.
E ora mi chiedi la perenne domanda:
eredità o ambiente,
da chi sono plasmato?
Da nessuno dei due,
solo da due diversi amori.
Madre Teresa di Calcutta
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