Adozione: Ora le coppie hanno meno pregiudizi.

Parla Daniela Bacchetta, vicepresidente della Commissione adozioni internazionali.fonte www.vita.it di Redazione - 20 marzo 2009

«È cresciuta la consapevolezza dei bisogni dei bambini, questo anche grazie al lavoro degli enti». Una svolta che coinvolgerà anche la formazione degli operatori. A partire dal post adozione

L'alzarsi dell'età media dei minori adottati è il bellissimo segnale di una maggiore maturità delle coppie. Firmato Daniela Bacchetta, vicepresidente della Commissione adozioni internazionali.

Vita: Come si spiega questo trend? Daniela Bacchetta: Da un lato in molti Paesi c'è stato un potenziamento delle adozioni nazionali: vale soprattutto per i Paesi dell'Est Europa, da cui prima arrivavano in Italia molti bambini. Una seconda ragione, che riguarda in particolare l'America Latina, è la durata delle procedure adottive: l'iter è molto lungo e i bambini intanto crescono. In più ci sono le specificità di ogni Paese: per esempio l'Ucraina ha stabilito di recente che i gruppi di fratelli non possono essere separati e questo alza l'età media dei bambini. Ma c'è ancora una ragione, forse è la più importante...

Vita: Quale? Bacchetta: Le coppie italiane sono diventate più consapevoli di chi sono i bambini che hanno bisogno di una famiglia, e quindi sono più disponibili. Questo grazie al lavoro degli enti, che hanno saputo valorizzare le risorse delle coppie. Il progetto adottivo è come tutti gli altri progetti, ha una sua storia e una sua evoluzione: nasce come un sogno di genitorialità il più simile possibile a quella biologica, ma poi cresce ed evolve. Alcune volte l'evoluzione è faticosa, altre invece il sogno non riesce a reggere l'impatto con la realtà e allora le coppie lasciano.

Vita: Visto che il trend è consolidato, la Cai pensa a una azione specifica per informare le coppie e formarle a questo tipo di adozione? Bacchetta:Nella formazione degli operatori non possiamo non tener conto della concretezza del dato statistico. L'anno scorso abbiamo parlato di post adozione, ed è chiaro che ragionare del post adozione in questi anni, con ragazzi che affrontano l'adolescenza poco dopo essere entrati in famiglia è diverso che cinque anni fa. Quest'anno rifletteremo sull'adozione di adolescenti e di gruppi di fratelli.

Vita: Da parte degli enti c'è la pressione per aprire nuovi canali o nuovi Paesi, così che sia più facile rispondere alla domanda di bambini piccoli? Bacchetta:Gli enti si apprestano a chiedere le estensioni delle autorizzazioni, per operare in nuovi Paesi, e devo dirle che no, non vedo questa corsa al Paese che ha più disponibilità di bambini piccoli. C'è una grande maturità da questo punto di vista.

Vita: Però i piccolissimi sono aumentati. Perché alcuni enti riescono a portare a casa bambini di pochi mesi e altri no? Bacchetta:Non vedrei necessariamente del torbido... non possiamo certo buttare a mare i Paesi che hanno più disponibilità di bambini piccoli! Anche se sì, ci sono Paesi in cui, anche su questo aspetto, è necessario tenere le antenne più alzate.

Vita: La Cina sarà un nuovo bacino di bambini piccoli? Bacchetta:Abbiamo appena concluso le prime venti adozioni, i numeri sono così piccoli che non fanno statistica. Certo, la Cina ha le sue caratteristiche e le sue politiche, per cui in questi momento ha molti bambini piccoli... però è un Paese che sta cambiando, sta rivedendo l'uscita dei suoi bambini, presto la fisionomia delle adozioni internazionali sarà diversa anche lì.