Adozioni: europeo un bambino su due
Crescono in Italia le adozioni di bambini stranieri. E crescono, a sorpresa, quelle di bambini provenienti dai Paesi europei, in netta controtendenza rispetto al trend degli ultimi anni. Queste le novità evidenziate nel rapporto semestrale della Commissione per le adozioni internazionali. Nei primi mesi del 2009 l'incremento di adozioni di bambini stranieri è stato del 12,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E a crescere è anche il numero di coppie: a diventare genitori sono state 1.468 contro le 1.323 dell'anno scorso (l'11% in più). Quanto al numero di bambini arrivati nel nostro Paese, da gennaio a giugno 2009 sono stati 1.859, con un aprile da record, che ha visto ben 350 piccoli trovare una nuova casa.
Novità sul fronte della provenienza dei figli adottivi: un bimbo su due, infatti, arriva da un Paese europeo. Un segnale significativo nel panorama delle adozioni internazionali tenuto conto che appena un anno fa questa percentuale era di appena uno su tre. Dopo gli anni della crisi, il Vecchio Continente sta quindi risalendo la chi- na, a scapito delle altre aree del mondo, che parevano possedere le maggiori potenzialità per gli aspiranti genitori adottivi. La prima nazione di provenienza dei minori è stata la Federazione Russa (18,07%), seguita da Ucraina (15,28%), Colombia (9,25%), Brasile (7,96%), Polonia e Etiopia (7,15%), Vietnam (6,72%), India (3,66%), Bulgaria (3,44%) e Cambogia (2,15%). Il 50% dei bambini proviene dai paesi europei; nei primi sei mesi del 2008 erano il 36,3%. Cala il numero invece di quelli che giungono da altri continenti: America Latina (da 26,5% a 22,2%), Asia (dal 20,5% al 16,8%), Africa (dal 16,7 all'11%). Il 56,8% dei bambini è maschio; l'età media 5,68 anni. Quanto all'età di chi viene adottato, la media più alta si ha in Lituania (8,36 anni), Ungheria (8,26), Ucraina (8,18), Cile (8,07) e Brasile (7,95); le più basse in Vietnam (0,86), Cina (1,11), Kazakistan (2,61), Burkina Faso (3,16), Repubblica Democratica del Congo (3,21). Nel rapporto della Commissione anche la mappa delle Regioni che adottano di più: capofila la Lombardia, che si conferma come la regione con il più alto numero di coppie adottanti (279), seguita dal Veneto (159) e dalla Toscana (145). Mentre rispetto alla popolazione minorile, spicca la Liguria con 74,2 minori adottivi ogni 100mila residenti tra 0 e 17 anni. A seguire la Toscana con il 60,2, l'Umbria con 50.
Nei primi sei mesi di quest'anno si conferma invece il dato del 2008 secondo il quale la classe di età a maggiore frequenza per i mariti è quella dei 40-44 anni (34,2%), per le mogli resta i 35-39 anni (37,3%). Sotto i 30 anni risultano soltanto lo 0,3% dei mariti e l'1,9% delle mogli; sopra i 45 anni si colloca un quarto dei mariti (25,3%) e solo il 14,7% delle mogli. Anche per il titolo di studio nessuna novità. In particolare: il 30,5% dei mariti adottanti possiede la laurea a fronte di un ben più limitato 8% dell'intera popolazione residente; mentre fra le moglie l'incidenza della laurea è pari al 35,8% a fronte del 6,4%. Ed ancora: il 28,3% dei mariti e il 37,9% delle mogli sono impiegati. Buona performance dell'attuale normativa, entrata in vigore nel 2000: nel complesso dal novembre di quell'anno sono stati adottati in Italia 25.860 bambini, per 21.051 coppie adottive. Quanto agli enti autorizzati all'adozione internazionale, attualmente nel nostro Paese sono 62.
Da gennaio 1468 coppie sono diventate genitori. La regione capofila resta la Lombardia, seguita da Veneto e Toscana
DI VIVIANA D ALOISO
Fonte: Avvenire del 28/07/2009