Guatemala, il futuro delle adozioni nel segno della convenzione dell'Aja

I rappresentanti del Consejo Nacional de Adopciones, ricevuti a Palazzo Chigi dal presidente Carlo Giovanardi, hanno illustrato gli effetti della svolta normativa del Paese, reduce da un recente passato di adozioni internazionali indiscriminate.

Dal 24 al 27 marzo si è svolta la missione in Italia della delegazione del Consejo Nacional de Adopciones, Autorità Centrale del Guatemala, invitata nel nostro Paese dalla Commissione per le adozioni internazionali. La delegazione, guidata dalla presidente del Consejo, Elizabeth Hernàndez De Larios, e composta da altri tre membri del Consejo e da un giudice del Tribunale della Famiglia, è stata ricevuta a Palazzo Chigi da Carlo Giovanardi, presidente della Commissione per le adozioni internazionali, che ha espresso l'auspicio di una costruttiva cooperazione tra i due Paesi nella tutela dei diritti dell'infanzia. Come sempre, all'incontro sono stati presenti anche i rappresentanti dei due enti italiani autorizzati a operare in Guatemala. Nel corso dei lavori, concentrati nelle giornate del 25 e del 26 marzo, le due Autorità Centrali si sono ampiamente confrontate sui rispettivi sistemi normativi. L'Autorità guatemalteca, in particolare, ha illustrato l'attuale situazione del Paese, che nel 2007 ha ratificato la Convenzione dell'Aja e che dal gennaio 2008 dispone di una legge pienamente rispettosa dei principi della Convenzione. Un passo in avanti fondamentale per un Paese reduce da un recentissimo passato di adozioni indiscriminate, che ha permesso l'uscita dal Guatemala di migliaia di bambini ogni anno, attraverso procedure notarili prive di reali garanzie sulla loro liceità. Va sottolineato che le poche decine di adozioni realizzate dall'Italia sono invece state garantite da adeguate procedure giudiziarie, nelle quali lo stato di abbandono dei minori è sempre stato correttamente valutato e accertato. Allo stato attuale il Consejo Nacional de Adopciones intende utilizzare estrema cautela nell'avviare il nuovo sistema operativo, a partire dall'adozione di un regolamento applicativo della nuova legge, ancora da completare. Il Consejo intende quindi limitare il novero dei Paesi con i quali intraprendere la collaborazione nel campo delle adozioni internazionali e ha già espresso un gradimento preliminare rispetto alla collaborazione italiana, anche alla luce della positiva esperienza rappresentata dalle ineccepibili adozioni realizzate dalle coppie italiane. La Commissione ha manifestato il compiacimento del nostro Paese per la svolta normativa e ha offerto il proprio sostegno nell'avvio di questa nuova esperienza, auspicando di poter riprendere quanto prima la realizzazione di adozioni internazionali. Nel corso della missione, la delegazione del Consejo ha incontrato un'equipe territoriale, che ha illustrato le modalità di lavoro nella informazione, formazione e valutazione delle coppie aspiranti all'adozione internazionale.

Fonte CAI